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25

giu




Social Follow

Se hai un blog o un sito e vuoi che i tuoi amici ti seguano sui tuoi profili social networking, come facebook o altri, allora prova SocialFollow, un servizio Web-based che ti permette di realizzare un bottone personalizzato da inserire nella tua homepage o dove desideri per fari sì che gli altri ti seguano dappertutto.

Per iniziare è necessario registrarsi, fatto questo potrai dar vita al tuo bottone, inserendo i link dei tuoi profili, Facebook, Twitter, MySpace, YouTube, Linkedin e così via all’interno del widget.

Una volta finito questo passaggio, basterà copiare il codice HTML che il sistema ti fornisce ed incollarlo all’interno del tuo sito dove più preferisci.

Questo si aprirà a tendina e avrà tutti i profili che hai inserito in precedenza.

Una risorsa efficace e divertente per far sì che i tuoi amici o gli utenti che visitano il tuo sito, ti seguano nelle reti sociali a cui sei iscritto.


13

mag

Conosci gli aggiornamenti di wikipedia con Wiki Alarm

Sei un appassionato dell’enciclopedia wikipedia e vuoi essere sempre aggiornato sulle pagine che vengono modificate? La soluzione che fa al caso tuo è Wiki Alarm, un servizio Web-based che ti permette di aggiornarti sui cambiamenti delle pagine dell’enciclopedia mondiale creata dagli utente di internet.

Utilizzare il servizio è molto semplice; una volta che entri in homepage dovrai iscriverti per poter accedere alle fasi successive. Dovrai inserire la tua mail e una password per poter entrare ed usufruire del servizio di wiki.

A questo punto dovrai aggiungere l’url della pagina di wikipedia che ti interessa e appena questa sarà aggiornata avrai tutte le novità direttamente sulla tua casella di posta. Il sistema è attivo tutto il giorno, 24 h su 24, quindi offre un controllo continuo e costante all’interno di wikipedia.

Un servizio intelligente per essere sempre informati sui cambiamenti e sugli aggiornamenti delle tue pagine wiki preferite.

24

apr

Un oggetto da avere, una reliquia da idolatrare… il Commodore 64 è stato molto, molto di più. Quando l’informatica, quella astrattezza per pochi eletti, ha iniziato a diventare un mezzo di comunicazione e di crescita personale, ebbene lì c’era il Commodore 64. E con un bellissimo video, vogliamo ricordarlo!

24

apr

bluray

Come ogni nuovo medium che cerca di nascere nella società, quello dei supporti per guardare i film in alta definizione si è scontrato con mille problemi e travagli. Infatti da una parte c’era Toshiba, con il suo standard HD DVD, e dall’altra la rinomata Sony, con l’ormai conosciutissimo Blue Ray Disc. La sfida tra i due colossi è stata ardua, ciascuno voleva imporre il proprio standard, e questo avrebbe garantito al vincitore fior fior di denaro e al perdente un sacco di tempo e soldi spesi inutilmente.

Il vincitore in questo caso è stato Sony, difatti pochi di voi avranno sentito parlare di HD DVD. Ma in america dove il fenomeno aveva assunto interesse, l’HD DVD è stato per il primo periodo visto come qualcosa di longevo, essendo nati i primi player e i primi supporti per vedere i film in alta definizione. La Warner, che aveva già lanciato dei titoli nel formato HD DVD ora vuole correre ai ripari proponendo che i rispettivi titoli vengano sostituiti con il formato Blue Ray, a patto di sborsare circa 12 dollari per un titolo solo.

Ma se tanto mi dà tanto non faccio prima a ricomprarlo?

24

apr

gc11m

Era il 1994, internet era ancora giovane, in tenera età, come lo eravamo un po’ tutti. GeoCities era un portale di hosting gratuito che offriva alla gente la possibilità di creare il proprio sito web artigianale, per condividere con tutti passioni, emozioni e pensieri. Yahoo lo acquistò nel 1999 per 4 miliardi di dollari, dato che aveva superato la soglia di ben un milione di utenti.

Ma i tempi cambiano, soprattutto per internet. Ora è il tempo dei social network, la parola sulla bocca di tutti è “condivisione”, e il web 2.0 ha sbaragliato tutta la concorrenza. GeoCities non ha più spazio sul web, non conviene, ed è così che Yahoo ha preso la storica decisione di chiudere il servizio.

I nostalgici stanno già disperando, ma tutte le cose arrivano ad una fine. Per ora la creazione di nuovi account è stata chiusa, ed entro l’anno tutti gli spazi disponibili verranno eliminati, a patto di passare al piano hosting di yahoo che prevede un dominio e nuovi strumenti per creare il proprio sito, per soli 11 dollari al mese.

Si gira pagina quindi, e le cose finiscono… e voi, un po’ di nostalgia?

24

apr

news-pirate_bay-3

Pare che le condanne ai pirati non siano proprio così semplici come le si vorrebbe far passsare: la notizia che il processo potrebbe venire ripetuto ha riaccceso le speranze di chi non si è mai trovato d’accordo con la sentenza che condannava i quattro responsabili del celebre portale di ricerca torrent a un anno di reclusione e 3,6 milioni di euro come multa da versare nelle tasche delle major “danneggiate” dall’operato dei ragazzi.

Ebbene sì, un colpo di scena degno di una telenovela: pare che il giudice che in primo grado ha condannato i ragazzi, tale Tomas Norstrom, sia iscritto a ben due associazioni per la difesa del diritto di copyright.

Le due associazioni alle quali il giudice fa parte sarebbero la Swedish Association of Copyright (SFU) e la Swedish Association for the Protection of Intellectual Property (SFIR). Questo basta, come hanno intenzione di fare i legali dei ragazzi coinvolti nella vicenda, per fare una richiesta formale di ripetizione del processo, poiché il giudice, il quale dovrebbe esser imparziale, poi così tanto imparziale pare non sia.

Come finirà?

23

apr

birra_allo_sbirro

Una notizia che ha destato scalpore, ripresa anche dai media nazionali. Qualcuno ha avuto un’idea: quella di schedare i poliziotti e mettere tutti i loro dati sui blog, incluse foto, zona di operatività e altro. Uno scambio di ruoli che non è molto piaciuto alle autorità.

Il blog in questione infatti è diventato subito irragiungibile, chiuso dalla Digos poiché minava i principi cardine di sicurezza nazionale. Il blog pare avesse delle motivazioni perlomeno dubbie e si prefiggesse l’obiettivo di “rendere il loro sporco lavoro più difficile” (quello dei poliziotti), per tentare in qualche modo di riequilibrare il potere molto spesso abusato che hanno le forze dell’ordine in determinate occasioni.

Chi lo sa cosa ne avranno pensato i diretti interessati.

22

apr

the_pirate_bay_logo

Di pochi giorni fa la notizia della condanna inflitta ai gestori del motore di ricerca per file torrent più grande al mondo. Si tratta di The Pirate Bay, una risorsa per tutti gli amanti del p2p.

La condanna parla di ben un anno di carcere e quasi 4 milioni di euro come risarcimento per le major ai quali il motore di ricerca avrebbe procurato mancati guadagni. I gestori del sito non si demordono e contano di poter ribaltare la sentenza, ciò che è chiaro però è che il giro di vite per tutti quelli che infrangono la legge per la tutela del diritto d’autore sta diventando più un pretesto per riuscire ad imbavagliare internet e sottometterlo alle stesse regole che esistono negli altri media tradizionali. A parer mio queste sono tecniche per abituare le persone a sopportare le condanne come giuste, anche se ad esempio i questo caso i gestori non ospitavano nessun file nei propri server quindi tecnicamente non hanno infranto nessuna norma.

Voi che ne pensate, siete d’accordo con la sentenza?

22

apr

captcha3

Recente la notizia che la grande G stia studiando un modo per reinventare ormai gli obsoleti Captcha. Per tutti quelli che ancora non lo sapessero, i Captcha sono quelle immagini raffiguranti un testo alfanumerico da dover inserire in un apposito form per dimostrare al sistema di essere una persona e non un bot dedito allo spam.

Il modo innovativo sarebbe quello di usare immagini riconoscibili dalle persone, ma messe capovolte e l’input di chi sta al terminale sarebbe quello di portare nella posizione logica l’immagine dell’oggetto per autenticarsi. Voi che ne dite, fanno bene? Funzionerà?

22

apr

videogame

Una ricerca della Iowa State University su ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 18 anni rivela che esistono dei sintomi patologici connessi alla dipendenza da videogiochi.

Da una lettura attenta dello studio, chiamato “Pathological Video Game Use among Youth 8 to 18: A National Study” e condotto nel 2007 su un gruppo di 1178 ragazzi sparsi sul territorio nazionale, ben l’8,5% di loro manifesta questi segni, che vanno dalla riduzione di attenzione, dagli abbassamenti dei voti scolastici per sfociare persino nell’iperattività.

Questo studio, rivela per l’ennesima volta che ci sono delle conseguenze dirette anche gravi per i ragazzi che utilizzano i videogiochi in modo continuativo, ma d’altro canto è utile per riuscire a riconoscere i primi sintomi della dipendenza così da riuscire a porre rimedio laddove il caso lo richiede.

Il tema, sempre al centro dell’attenzione negli Stati Uniti, negli ultimi tempi sta segnando un vero e proprio assalto dei ricercatori, i quali vogliono scoprire di più sugli effetti a lungo termine dell’esposizione ai videogiochi in tenera età, per riuscire ad evitare l’insorgere di problemi in futuro.

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